L'azione di Confesercenti, Lapam, Ascom Confcommercio e Cna non rappresenta solo un'attestato di solidarietà ai commercianti. È una vera e precisa presa di posizione il fatto che quattro associazioni possono trovare un punto comune, coordinare una petizione-lampo e rivolgersi poi al Comune presentando un pacchetto di proposte che mirano a modificare le decisioni sugli indennizzi alle attività penalizzate da un cantiere. Nello specifico, la petizione parla dei lavori al Colletore di Levante, che provocano già da mesi, immensi disagi agli esercizi. Le associazioni hanno coordinato e attuato negli ultimi due giorni una raccolta di firme tra i commercianti di Via Gobetti e Via Don Manzoni. Le loro idee messe in campo sono un invito per l'amministrazione comunale di ragionare sulle basi legislative. Quando si tratta di numeri, la situazione è crudele. In alcuni casi, gli esercenti hanno perso fino al 70% dei propri guadagni dal momento in cui sono iniziati i lavori al cantiere. Alcuni di loro si sono trovati nella situazione di dover chiudere i battenti. «Nelle prossime ore – spiega Fulgenzio Brevini, responsabile per l’area di Modena di Confesercenti - la petizione dovrebbe concludersi e con tutta probabilità i negozianti della zona firmeranno all’unanimità. Nel frattempo le nostre proposte al Comune sono già state messe nero su bianco, in pieno accordo tra le associazioni, e l’intento è di presentare all’assessore alle Politiche economiche Graziano Pini un documento ufficiale sul quale discutere seriamente e in maniera trasparente. Perché gli indennizzi e le agevolazioni previsti in questi casi dalla delibera 26 del 2009 a nostro parere non sono sufficienti a tutelare le attività colpite. E per arrivare a una modifica cercheremo di coinvolgere anche tutti i capigruppo del Consiglio Comunale. Naturalmente l’obiettivo non è solo quello di risolvere in tempi brevi i disagi attuali, ma anche di evitare che gli stessi problemi possano sorgere in futuro con altri cantieri». Le proposte sottoscritte dai rispettivi presidenti di Lapam, Cna, Ascom Confcommercio e Confesercenti, chiedono innanzitutto di «triplicare gli indennizzi destinati ai negozianti danneggiati dai lavori». Il rimborso mensile per gli esercenti – che le quattro associazioni caratterizzano come «molto lontano dalla misura corrispondente alla realtà» - è attualmente compreso tra i 74 e i 214 euro e crescerebbe così a una cifra tra i 222 e i 642. Per cantieri di durata tra i 3 e i 6 mesi, si chiede una riduzione sui tributi di competenza comunale (Tosap e pubblicità) e sulla quota variabile della Tia del 50%, con sospensione e rateizzazione dei pagamenti all’anno successivo, a favore dei negozianti. Oltre i 6 mesi, invece, sulla Tia la riduzione sulla quota variabile dovrebbe arrivare fino al 100%. Un'altra richiesta delle associazioni per i commercianti è l’utilizzo gratuito delle recinzioni per esporre i cartelli pubblicitari, e anche sessioni periodiche di confronti tra il Comune e le associazioni stesse. C'è bisogno di questa collaborazione per poter programmare e gestire in modo ottimale ogni situazione, prima della partenza di ogni cantiere potenzialmente dannoso per le attività. Nei giorni scorsi, il Comune aveva già pronunciato l'intenzione di avviare degli sconti fiscali e la sospensione annuale della Tia. «Sempre, però, in modo generico - conclude Brevini – e senza mettere nulla per iscritto. Ora in qualche modo intendiamo stanare l’amministrazione dagli impegni solo verbali presi finora, perché il tutto si traduca in un sostegno concreto e adeguato a favore degli esercenti. E dunque in una nuova delibera». Un'altra richiesta delle associazioni per i commercianti è l’utilizzo gratuito delle recinzioni per esporre i cartelli pubblicitari, e anche sessioni periodiche di confronti tra il Comune e le associazioni stesse. C'è bisogno di questa collaborazione per poter programmare e gestire in modo ottimale ogni situazione, prima della partenza di ogni cantiere potenzialmente dannoso per le attività. Nei giorni scorsi, il Comune aveva già pronunciato l'intenzione di avviare degli sconti fiscali e la sospensione annuale della Tia. «Sempre, però, in modo generico - conclude Brevini – e senza mettere nulla per iscritto. Ora in qualche modo intendiamo stanare l’amministrazione dagli impegni solo verbali presi finora, perché il tutto si traduca in un sostegno concreto e adeguato a favore degli esercenti. E dunque in una nuova delibera».
pubblicato 10/05/2010 8.48.43
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